mattino
è la balena
È pur vero, e già mi dispongo per l'esenzione da una
risolutiva certezza, che se dovessi ora intraprendere un'introspezione,
una puntigliosa scriminatura dell'intimo, un'anabasi senza forza di
conquista e tendaggi d'accampamento, io non penserei: aprirei carte
geografiche, prenderei visione di mondi di mondi, indagherei correnti
marine, fosse, sommerse altitudini, sacche, anse, ciclotimie orogenetiche;
seguirei, affisandomi nella vista come un veleggiante anguiforme,
i corsi dei fiumi; mi lascerei deglutire, esospettivo, dal susseguente,
dispiegato e tutelante svolgersi del mondo non teleutente, intrasmettibile.
Per un incontrario, un inverso dell'abituale, ma non per questo meno
naturale svolgersi delle cose, ben viscerato trasalirei dal Caspio
al Volga, dal Mar Nero al Danubio, dal Mediterraneo al Nilo, al Po,
al Rodano, all'Ebro, dall'Atlantico al Tago, al Rio, al Niger, al
Congo, dall'Indiano all'Indo e al Gange, dal pacifico allo Yangtze,
al Mekong, in un'inspirazione terrigna di contrarietà voluttuosa
al senso dei climi; per una proliferante magnanimità marina,
mi troverei organicamente interstiziale, fecale, da non aver più
che la forza di una compassata diluizione assimilativa, dissimulativa.
Sarei nei frangenti di mattino: come un Pinocchio inbalenato,
nel cetaceo allocratico, linguescente, che tutto inghiotte per restituire
tutto illeso nonostante le apparenze, e prestante come un oplite riparato
e armato dal senso. Anch'io, come tutti, nella lettura disfacente
che perseguiamo lombricanti, nell'endoscopia all'estraneo, rivoltato,
su un asse lacrimevole di sensi e succhi, come una trippa al mercato,
mi chiederei se vi sia mai stata una restituzione, una pietosa forsanche
commendevole resa della salma: la mia, quella di tutti. Sapremo che,
come ogni scrittura, di per sé bastevole alla propria efferatezza
e solo di un nulla manchevole all'esserlo quanto il reale, si rende
e arrende ad un esaustivo cenotafio come è d'abitudine per
il divino, anche mattino non avrà requie, né
inumate bende di significato.
Questo mio temino è invece un pesce davvero piccinissimo:
direi una Engraulis Encrasicholus.
Tiziano Ogliari
